È entrata ufficialmente in vigore la nuova disciplina che limita l’utilizzo dei termini “artigianato”, “artigiano” e delle relative denominazioni esclusivamente alle imprese regolarmente iscritte all’Albo delle imprese artigiane. La misura punta a contrastare l’uso improprio di qualifiche considerate distintive del settore e a garantire maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori.
La stretta riguarda sia le denominazioni aziendali sia le comunicazioni commerciali, comprese insegne, siti internet, materiale promozionale e attività pubblicitarie. Le imprese non iscritte all’Albo non potranno quindi utilizzare riferimenti che richiamino direttamente la natura artigiana dell’attività, pena l’applicazione di sanzioni amministrative e l’obbligo di rimozione delle diciture non conformi.
Secondo le associazioni di categoria il provvedimento rappresenta un passo importante per tutelare le aziende realmente artigiane, soprattutto in un mercato dove il richiamo alla produzione manuale, alla tradizione e alla qualità viene sempre più spesso utilizzato anche da operatori che non possiedono i requisiti previsti dalla normativa.
La nuova disciplina rafforza inoltre il valore dell’iscrizione all’Albo, che certifica il possesso dei requisiti professionali e organizzativi richiesti per operare come impresa artigiana. Tra gli elementi valutati rientrano la prevalenza del lavoro personale dell’imprenditore, i limiti dimensionali dell’azienda e le specifiche caratteristiche dell’attività svolta.
Le camere di commercio e gli enti territoriali saranno chiamati a vigilare sull’applicazione delle nuove disposizioni, con controlli che interesseranno anche il commercio online e le piattaforme digitali. Particolare attenzione sarà rivolta ai casi di utilizzo ingannevole delle denominazioni, soprattutto nei comparti agroalimentare, manifatturiero e dei servizi alla persona.
Per le imprese già operative sarà previsto un periodo tecnico per adeguare documentazione, insegne e comunicazione aziendale alle nuove regole. Le associazioni artigiane chiedono ora chiarimenti applicativi su alcuni aspetti operativi, in particolare per le aziende miste o per le realtà che utilizzano marchi storici contenenti riferimenti all’artigianato pur non risultando formalmente iscritte all’Albo.
Fonti: Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Confartigianato; CNA; normativa nazionale sull’Albo delle imprese artigiane.