La Certificazione unica può essere sanata nel caso di errori formali, ad eccezione dell’omesso invio e secondo le indicazioni dettate dall’Agenzia delle Entrate.

Il termine del 31 maggio 2019 era quello entro cui bisognava far partire l’iter di adesione alla regolarizzazione delle violazioni formali versando € 200 che rappresentano la prima o unica rata dovuta.

L’Agenzia delle Entrate, per fare chiarezza su tale misura del progetto pace fiscale alquanto dubbiosa, nella circolare del 15 maggio 2019 si sofferma sull’adesione per gli errori relativi alla certificazione unica.

In caso di omesso, incompleto o errato invio della certificazione unica da parte dei sostituti d’imposta, la sanzione va da € 100 per singola certificazione fino ad un massimo di 50.000€; la sanatoria invece prevede una rata forfettaria di € 200 che è vantaggiosa per i sostituti d’imposta, ma che lascia dubbi e perplessità.

 

CERTIFICAZIONE UNICA: QUANDO RIENTRA NELLA SANATORIA DELLE IRREGOLARITÀ FORMALI

La sanatoria delle irregolarità formali consente a tutti i contribuenti di regolarizzare errori, inosservanze ed omissioni formali commesse in materia di IVA, IRAP, imposte dirette ed addizionali, ritenute alla fonte e crediti d’imposta.

La Pace Fiscale di cui all’art.9 del DL n. 119/2018, parla di irregolarità, infrazioni ed inosservanze che non rilevano sulla determinazione della base imponibile e sul versamento delle imposte, se commesse entro il 24/10/2018.

I dubbi sulla possibilità o meno di sanare gli errori relativi alla certificazione unica sono conseguenza di alcune precisazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate che nella circolare n. 11/E del 15 maggio 2019 esclude la regolarizzazione dell’omessa trasmissione delle certificazioni uniche da parte dei sostituti d’imposta.

Tuttavia si evince che, non essendo stata prevista una specifica esclusione, la regolarizzazione di cui si potrà beneficiare riguarda i casi di errori o invio di certificazioni con dati inesatti o incompleti.

 

CERTIFICAZIONE UNICA ERRATA O INCOMPLETA

Nella circolare, l’Agenzia delle Entrate includerebbe la sanatoria anche per la certificazione unica errata o incompleta.

La sanzione ordinaria è pari a 100€ per ciascun modello CUD incompleto o inesatto, fino ad un massimo di 50.000 euro. L’importo forfettario previsto in 200 €, sembra molto vantaggioso e conveniente anche se, non mancano dubbi sulla possibilità per tali violazioni di accedere alla Pace Fiscale in quanto la norma prevede che la regolarizzazione delle violazioni formali si applichi esclusivamente ai casi in cui “l’errore o l’omissione non rilevi sulla determinazione della base imponibile e sul versamento delle imposte”.

Dando una interpretazione restrittiva della norma, la certificazione unica sarebbe esclusa dalla pace fiscale.

 

ERRORI NEL CU: dubbi e motivazioni

La non possibilità di accedere alla sanatoria per l’omesso invio della certificazione unica è legato alle motivazioni date dall’Agenzia delle Entrate, secondo la quale l’omesso invio comporterebbe ricadute sostanziali in capo ai contribuenti cui si riferisce la dichiarazione e ugualmente grave è l’invio dei dati errati.22